Affori, La Sfinge del complesso monumentale dei Sirenei

I Sirenei, decenni di incuria e indifferenza di uno dei simboli di Affori e di Villa Litta, fino al recente restauro avvenuto nel 2012

Abbiamo voluto ricostruire la travagliata storia di questo scenografico Monumento di fine ‘700. Era il maestoso accesso al lungo viale che conduceva a Villa Litta.

Una raccolta di articoli dal 2008 al 2015 per non dimenticare quanto questo gioiello barocco sia ancora oggi poco considerato, anche dagli stessi afforesi…

I Sirenei

Dal sito del Comune di Milano, Dicembre 2012

Si è concluso oggi il restauro conservativo del complesso monumentale dei ‘Sirenei’, nel quartiere Affori, in Zona 9.

Il portale, risalente a un periodo tra fine Settecento e il primo ventennio dell’Ottocento, fungeva da accesso al viale prospettico che collegava Villa Litta alla Postale Comasina (oggi via Astesani). La struttura monumentale era caduta in disuso già a partire da metà ’800 e definitivamente abbandonata dopo la realizzazione del tratto della Ferrovia Nord Milano che porta ad Asso.

La prima parte dell’intervento di restauro, ultimata a ottobre, è stata oggi completata con la realizzazione di cornici in pietra intorno alle quattro opere del complesso. La pavimentazione in ciottoli di colore verde è stata posata elemento per elemento e sigillata con quarzi fini per proteggerla e per impedire la crescita di erbacce a ridosso delle strutture monumentali. Entro metà gennaio, infine, sarà inviato al Consiglio di Zona 9 il progetto della targa identificativa dell’opera, che permetterà a tutti i cittadini di conoscerne la storia e il restauro. L’area resterà recintata fino alla prossima primavera, per permettere al prato, appena riseminato, di crescere e di rafforzarsi.

Sirenei, la targa del Comune di Milano per il restauro del 2012

“La nostra zona torna oggi a beneficiare di un grande bene architettonico, posto proprio all’ingresso della città”, dichiara la Presidente del Consiglio di Zona 9 Beatrice Uguccioni. “Grazie al lavoro che il Consiglio di zona sta facendo con questa Amministrazione, ha avuto inizio un percorso virtuoso di riqualificazione e valorizzazione dei quartieri”.

Un’importante testimonianza della nostra città torna a disposizione dei cittadini”, ha commentato l’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran. “Il grande lavoro che sta facendo il settore Arredo urbano sta riportando in vita monumenti e fontane in tutta Milano, per restituire ad ogni zona i propri simboli”.

Il restauro del complesso monumentale dei ‘Sirenei’ si inserisce in un più ampio piano di rinnovamento dei monumenti e delle fontane simbolo della città in diverse zone, dal centro alla periferia.

Dalla trasformazione, a fine maggio, della fontana di cristallo del parco Verga al consolidamento della statua equestre dedicata a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo, terminato a luglio, fino alla ricollocazione e ricostruzione, a settembre, del cippo monumentale dedicato ai Caduti del quartiere Ponte Lambro. Sono in corso, inoltre, i lavori di restauro conservativo del monumento “Ago, Filo e Nodo” di Claes Oldenburg e Coosje Van Bruggen, in piazzale Cadorna, e del monumento a Sandro Pertini, in via Croce Rossa. A breve, infine, partirà la cantierizzazione della fontana storica di Pinocchio, in corso Indipendenza.

Tutti questi lavori vengono eseguiti attraverso l’appalto aperto di manutenzione per la conservazione delle fontane e dei monumenti, che comprende sia riqualificazioni e restauri sia una serie di interventi manutentivi: da agosto 2011 a oggi sono stati portati a termine oltre 500 lavori.

Il complesso monumentale dei Sirenei durante il restauro del 2012 del Comune Milano

Dal sito Strane cose in varie case

a cura di Leda Mariani – 14 Aprile 2015

DOPO PARECCHI ANNI DI INTERVENTI A METÀ, ORA FINALMENTE SI LAVORA AL COMPLESSO DEI SIRENEI MENTRE LA CITTÀ CRESCE ATTORNO AI NASTRI ROSSI CHE CINGONO IL MONUMENTO

Sono ripartiti i lavori di sistemazione attorno al complesso scultoreo dei Sirenei, verso il quartiere Comasina, risalente al Settecento e ormai sul punto di sgretolarsi. In pochi, a parte gli abitanti della zona, conoscono l’esistenza di questo monumento di ispirazione egiziana: appare in mezzo ad una piccola area verde, confinante con i palazzoni situati sopra il sottopasso di recente costruzione, che collega il quartiere ad Affori e alla periferia Nord della città. Due obelischi, affiancati da due sfingi e due coppe, poggiano su un basamento in perfetta simmetria.

I Sirenei, stele piramidale, anfore e sfingi in stile egizio

PORTA ANTICA – I Sirenei rappresentano l’antica porta d’ingresso di Villa Litta, che dopo essere appartenuta a diversi proprietari, dai conti Trivulzio – che ne fecero un salotto di intellettuali frequentato da Manzoni e Hayez – ai Litta Modignani, è divenuta nel 1927 proprietà del Comune di Milano. Prima che sorgesse il quartiere Comasina, il suo imponente ed elaborato cancello in ferro battuto apriva su un lungo viale alberato che portava fino alla residenza nobiliare. La cancellata, un tempo sorretta dal complesso, è stata poi trasferita nella Villa Clerici di Niguarda e intorno alle sculture la città è cresciuta con la creazione della metropolitana e di tutta una serie di complessi residenziali che hanno completamente stravolto il contesto di una Milano che sognava l’esotismo dell’Oriente.

LA STORIA INFINITA – Già nel 2004 i residenti cominciarono a segnalare lo stato di degrado all’esterno della villa, tra le ex stalle e, appunto, i Sirenei che versavano in condizioni pietose. Uno dei globi di pietra posti sopra le piramidi addirittura cadde, scatenando anche un problema di sicurezza, enfatizzato dalla vicinanza del giardino ad una scuola materna. Più volte il Consiglio di Zona 9 ha chiesto a Palazzo Marino di occuparsene, ma la riqualificazione vera e propria, avviata nel 2008, non si è mai conclusa. E solo ora che il complesso è nuovamente attorniato dai nastri rossi e bianchi, sembra che il work in progress sia realmente ripartito.

MEMORIA – Sarebbe bello potere ammirare i Sirenei come erano un tempo, magari con un recupero della memoria e del patrimonio storico della zona. Basterebbe poco: la messa in sicurezza, qualche faretto per illuminare e un cartello con delle note storiche. Dovremmo cominciare davvero a valorizzare quello che il passato ha lasciato a Milano, al senso estetico e, soprattutto, civico dei suoi cittadini di oggi.

il giornale

Articolo di Alberto Giannoni – 30 Agosto 2008

Ora i Sirenei sono in condizioni di abbandono, da anni. Tre anni fa sono stati recintati per il pericolo. Di fronte alla villa ci sono le ex stalle, dove i crolli sono già all’ordine del giorno, come attesta un cartello. Poco tempo fa uno dei globi di pietra posti sopra le piramidi è caduto. È ancora lì, fino a che qualcuno non decide che può essergli utile, magari in giardino. L’unico intervento recente è stato una potatura al verde. Da lì passano tutti i giorni molte persone, in quei giardini giocano dei bambini, e le condizioni di precarietà preoccupano chi vive nella zona. Oltretutto, nelle immediate vicinanze sono in corso i lavori per la metropolitana, e qualcuno teme che possano compromettere ulteriormente la stabilità del monumento.
Roberto Rocca, consigliere di Zona 9, di Forza Italia, sembra l’unico ancora interessato alle sorti dei Sirenei: «Sono anni che interpello i vari uffici comunali – dice – perché mi sembra davvero un pessimo segno lasciare in un tale degrado una tale testimonianza storica. Oltretutto siamo in un quartiere dove non c’è niente del genere. Mi pare doveroso intervenire, e credo che non sarebbe neanche troppo oneroso». «Inoltre – continua Rocca – se il Comune non ha le risorse per farlo potrebbe almeno mettere in sicurezza il monumento, e il giardino». Il Comune ha risposto alle interpellanze. L’ultima volta l’anno scorso: annunciava che il progetto di ristrutturazione era in programma per il 2008.

Il degrado di Villa Litta e dei Sirenei di Alessandro FerraioliMilano Today 31 Maggio 2010

Milano Today

MilanoToday

I Sirenei vandalizzati nel 2010 foto MilanoToday

I Sirenei ricoperti di scritte vandaliche nel 2010 foto MilanoToday

Facciamo un piccolo viaggio nel tempo: siamo nel 1687 e ci troviamo ad Affori, allora Feudo di campagna oggi quartiere di Milano, il marchese Pier Paolo Corbella decide di avviare la costruzione di una dimora che, identificata come “Villa di Affori”, in breve diviene una delle più rinomate della campagna milanese, grazie anche alle sue sale affrescate da vari artisti di fama.
Attorno alla Villa viene creato un grande parco con accorgimenti all’italiana e all’inglese e viene tracciato un viale di accesso principale, delimitato da filari di platani e concluso al vertice nord da un imponente impianto scultoreo, detto “dei Sirenei”: ispirato all’arte egizia viene composto con 2 obelischi, 2 sfingi e 2 vasi. La Villa passa a vari proprietari, dai conti Trivulzio, che costituiscono un salotto di intellettuali frequentato da Manzoni e Hayez, ai Litta Modignani. Nel 1927 diviene di proprietà del Comune di Milano.
Torniamo nel 2010: alla veneranda età di 323 anni la Villa, oggi conosciuta come Villa Litta, e i “Sirenei” versano, purtroppo, da anni, in condizioni pietose. La Villa, per quanto riguarda il complesso principale, è occupata al primo piano dalla Biblioteca Comunale, recentemente restaurata, mentre piano terra e sottotetto sono disabitati e abbandonati (fino a qualche tempo fa al piano terra c’era l’ufficio dell’anagrafe, ora spostato) Le facciate, i davanzali e le finestre presentano gravi danni: l’intonaco cade a pezzi, le persiane sono rotte e il tutto è coperto da una distesa di graffiti. I “Sirenei”, che in linea d’aria distano circa 500 metri dalla Villa, sono totalmente dimenticati, coperti da piante e graffiti, a rischio di crollo (per la pendenza degli obelischi che si sta accentuando) e deterioramento.
La situazione per entrambe le opere non è più tollerabile, poichè si rischiano danni che le comprometterebbero irrimediabilmente, dunque l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire il più presto possibile. Vi faremo sapere come intende agire in futuro il Comune, sebbene il degrado sia noto da anni.

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