Il Parco delle Favole compie 40 anni. Le lotte dei comitati e di Luciana Guffanti

Giugno 1976, il Sindaco Aniasi inaugura il Parco delle Favole

Il racconto di anni di battaglie giudiziarie e ricorsi dei comitati di quartiere che si opponevano alla Gronda nord per difendere l’area di 26mila mq. Da cava di sabbia a quello che oggi è il Parco delle Fiabe.

Il ricordo di Luciana Guffanti la “Pasionaria di Affori

Veduta del Parco delle favole foto di Barbara Vellucci

Veduta del Parco delle favole foto di Barbara Vellucci

Tratto dal sito di Felice Besostri

Con Luciana Guffanti ho condiviso le lotte per la Gronda Nord (4 gradi di giustizia amministrativa e un passaggio alla Corte Europea di Giustizia), il tutto accompagnato dall’apertura di un procedimento di infrazione a carico dello Stato italiano. In quegli anni Luciana è stata un’istancabile animatrice e il 24 Giugno 2016, giorno del suo funerale, ho capito come ci fosse non solo un impegno civile, quello che ha contrassegnato tutta la sua vita, ma anche la difesa intransigente di un sogno, che rischiava di essere infranto.  Immortalata in una serie di fotografie che la ritraevano con l’allora Sindaco Aldo Aniasi, (detto il comandante Iso). Erano i lavori di trasformazione di un cava probabilmente al servizio della vicina superstrada. ottenne Luciana la sua acquisizione al Comune e la trasformazione in un Parco inaugurato nel 1976 con il nome Parco delle Favole. Ebbene se il progetto non fosse stato bloccato dalle azioni giudiziarie mie con l’aiuto dell’avvocato Roberta Bertolani il parco delle favole, il suo, perché di tutti noi, sarebbe stato spianato da una superstrada. Posso solo immaginare la sua sofferenza, ma mai ha perso il sorriso e l’ottimismo. 

Luciana Cella Guffanti la Pasionaria del Parco delle Favole ad Affori

Luciana Cella Guffanti la “Pasionaria” del Parco delle Favole ad Affori

Era la “pasionaria” di Affori
La conoscevamo per il suo impegno civile e le sue battaglie per mantenere integro il Parco delle Favole di via Cavalletto e scongiurare la realizzazione di soluzioni urbanistiche e stradali inutili a discapito della vivibilità dei quartieri. Con la Gronda Nord, diceva in un articolo pubblicato su ABC nel giugno 2001, «si creerebbe una ulteriore spaccatura tra i quartieri di via Scialoia – Pastro e di via Chianciano – Palmaria – Fabriano». La ricordiamo anche per il suo impegno perché venisse ristrutturata Villa Litta, tante sono state le lettere inviate agli allora sindaci Gabriele Albertini prima e Letizia Moratti poi. Scriveva su ABC nel febbraio 2007: «Di anni ne sono passati e Villa Litta, si fa sempre più degradata, le annesse scuderie sono diventate così fatiscenti che un recupero forse sarà ormai impensabile». Oggi le ceneri di Luciana sono tumulate nel Cimitero di Bruzzano.

Felice Besostri

Tratto dal sito Donne Storia lettera di Luciana Cella Guffanti.

Anche a Milano ci sono i parchi se c’è chi li crea e li difende.

…Avevo solo undici anni quando nell’Agosto del 1943 perdetti la casa per un devastante bombardamento. Venni ad abitare ad Affori nel 1964, periferia nord di Milano, dove mancavano molte cose essenziali

Fino a quando mi sono sposata, ho sempre vissuto in zone centrali che non presentavano grossi problemi. Venni ad abitare ad Affori, nel 1964 – periferia Nord di Milano – dove mancavano molte cose essenziali per rendere vivibile un quartiere. In pochi anni erano sorti una ventina di stabili di circa sei – sette piani ciascuno: era nato il quartiere “le Robinie” che rispecchiava appieno le caratteristiche di questo albero, il quale notoriamente ha molte spine sul suo fusto e noi di spine ne avemmo tante…!

Mancava l’asfalto sulle strade, mancavano i marciapiedi, l’illuminazione comunale, l’asilo era insufficiente, mancavano la scuola elementare e media. Cominciai a pensare che non si poteva restare inerti davanti a tutto questo: sensibilizzai vicine e vicini, raccogliemmo firme, ci recammo presso gli Assessorati responsabili. Quando fu necessario, arrivammo persino ad occupare una scuola, facemmo manifestazioni in zona ed anche in piazza. Per un problema o per un altro, eravamo spesso impegnate/i a protestare, a contestare. Dopo i primi successi, fu più facile coinvolgere gli abitanti che cominciavano ad avere fiducia in noi.

Nel 1968 nacque il primo Comitato per protestare contro la carenza di asili, scuola elementare e media. Le scuole esistenti ad Affori non erano sufficienti a contenere le bambine/bambini del quartiere e l’insegnamento era dunque ridotto. Occupammo persino la scuola, manifestammo in piazza ed ottenemmo la realizzazione di nuove aule.

Nel 1975 un secondo comitato si attivò per salvaguardare l’area di di 26mila mq in Via Chianciano accanto alla superstrada. Quello che era una cava fangosa volevamo fosse trasformata a verde pubblico, alberata ed attrezzata con relativi campi gioco. Era l’inizio di quello che poi sarebbe poi stato battezzato il Parco delle Favole.

L’area stava per essere destinata dal Consiglio di Zona ad una società sportiva privata che l’avrebbe cintata per ottenere un campo di calcio con relativi spogliatoi, usufruibile quindi soltanto da atleti e non dagli abitanti. Il C.d.Z. ci era ostile. Dopo varie traversie durate circa un anno ottenemmo che l’area fosse attrezzata a verde pubblico con relativi campi gioco grazie al Sindaco di Milano Aldo Aniasi, a cui la nostra riconoscenza non è mai venuta meno, che firmò la delibera.

L’area negli anni si è trasformata notevolmente: i circa quattrocento alberi che erano stati messi a dimora sono ora piante di alto fusto che in molti casi raggiungono l’altezza di cinque piani. Le specie sono varie: Celtis Australis, detti anche Bagolari o spaccasassi, Aceri di monte, Olmi, Gleditsia Triacanthos, Frassini, Pioppi italici, Ippocastani, Tigli, Querce, Catalpe Bignoidea. Il loro stato di salute è risultato essere ottimo, come lo testimonia la verifica fatta recentemente da un agronomo del Comune. Il nome al Parco è stato dai bambini della Scuola di Via Fabriano, ma una mia amica sostiene che avrebbe dovuto avere il mio nome, chiamarsi Parco Luciana Cella. Io penso che anche se sono stata io a volerlo, senza la presenza di tutte le altre donne e gli uomini che si sono spese con me per averlo non avrei avuto l’energia per portare avanti così ostinatamente il mio progetto.

Purtroppo su questi alberi sul Parco delle Favole – pende la spada di Damocle chiamata Gronda Nord/SIN, una strada di ben 11 km che attraverserebbe il Parco distruggendone la sua essenza e finalità di luogo di relax, di incontro e di gioco.

Il Parco delle Favole è dotato di due campi gioco, di panchine, fontanella, illuminazione, vialetti. E’ molto frequentato dalla gente d’ogni fascia di età e in tutti questi anni è diventato il polo di attrazione per molti uccelli che hanno trovato finalmente un luogo tranquillo nella nostra città così rumorosa e turbolenta. Lo popolano merli, passeri, ballerine grigie, cinciallegre, cornacchie, pettirossi, frusoni, fringuelli, rondini, rondoni ed altri uccelli migratori che sostano prima del lungo viaggio che li attende.

Dal 1985 esiste il Comitato contro la Gronda Nord di Affori, affiancato da altri cinque Comitati Antigronda che si trovano dislocati sul tracciato di tale strada che attraverserebbe i seguenti quartieri a Nord di Milano: quartiere Adriano / Precotto / Niguarda / Affori / Bovisasca / Quarto Oggiaro. Il passaggio di questa strada provocherebbe un effetto devastante su dette Zone, poiché distruggerebbe il verde esistente, servizi sociali e sportivi. Aumenterebbe l’inquinamento atmosferico in quanto convoglierebbe in città 5.000 autovetture/ora TIR compresi, oltre al traffico già circolante, innalzando inoltre l’inquinamento acustico che ha già superato il limite di sopportazione. Tutto questo con grave danno alla salute dei cittadini.

Nel mese di Luglio 2005 sono state sradicate le piante del vicino Parco Nord che confina con il Parco delle Favole per avviare gli scavi per la costruzione del primo tratto di Gronda con il pretesto di collegare il Pronto Soccorso di Niguarda alla viabilità locale.

Dal 1998 il problema è però ritornato alla ribalta e la protesta è ricominciata. Non essendoci dialogo tra le parti, i comitati, per ottenere che venga effettuata la Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A), hanno intrapreso le vie legali. Si sono impegnati anche economicamente per l’inoltro dei vari Ricorsi sia al TAR sia al Consiglio di Stato di Roma. La Valutazione è prevista allorquando la costruzione di una strada superi la lunghezza di 1,5 km. Con un’abile mossa strategica, il Comune di Milano nel suo progetto ha spezzettato i tratti di Gronda e nega l’unitarietà del percorso, come nega che detta arteria, al suo completamento, verrà allacciata alle tangenziali poste ad Est e ad Ovest della stessa.

Il TAR della Lombardia aveva dato ragione ai Comitati per il 1° tratto di Gronda di Niguarda, ritenendo che il Comune dovesse effettuare la V.I.A prima di iniziare la costruzione della strada che transita nel Parco Nord; il Consiglio di Stato di Roma, interpellato in proposito dal Comune, ha dato ragione allo stesso. L’Unione Europea, alla quale nel frattempo avevamo inoltrato denuncia, ha messo in mora lo Stato Italiano poiché non rispetta le normative comunitarie sulla Valutazione d’Impatto Ambientale.

Nonostante, quindi, il divieto e la denuncia della Unione Europea. Va ricordato che anche nella nostra proposta alternativa era previsto un allacciamento all’Ospedale, ma con una strada di ben altre dimensioni da quella che stanno ora realizzando e che ha tutte le caratteristiche della Gronda di nostra conoscenza! Il vice-sindaco De Corato afferma invece che si tratta di una stradina….!

Per carattere, adesso come in passato, non mi limito a protestare per il mio quartiere, ma sconfino in altri punti della città.

Sono stata sollecitata a presentarmi come candidata alle elezioni del Consiglio di Zona, ma io preferivo operare da fuori, poiché ho avuto esperienze negative con gli esponenti delle istituzioni succedutisi nel tempo. Sorsero quattro comitati nel quartiere ognuno dei quali, di volta in volta, si occupava di un problema specifico, comitati che poi si scioglievano quando il problema era stato risolto. Di taluni fui la promotrice. Per carattere, adesso come in passato, non mi limito a protestare per il mio quartiere, ma sconfino in altri punti della città.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.