Urania Basket

Con l’Urania Basket il quartiere Affori va alla conquista della Serie B

Urania Basket

Un articolo a firma di Massimo Rebotti comparso su Il Corriere della Sera del 12 Dicembre 2017

Fondata nel 1952, è la seconda squadra di pallacanestro di Milano. La sua «casa» è il Palaiseo ma la promozione la porterebbe nel nuovo Palalido

Corriere della Sera 12-12-2017 Affori va a canestro

Corriere della Sera 12-12-2017, Massimo Rebotti,  Affori va a canestro

A Milano una «seconda» squadra di basket esiste e il suo cuore batte in fondo ad Affori il sabato sera.

Il nome forse non dirà molto ai più, ma la storia che sta dietro alla Super Flavor, ora nelle posizioni di testa della Serie B, nasce in oratorio — l’Urania di via Bonvesin de la Riva a Porta Vittoria — e diventa via via più grande fino alle soglie dello sport professionistico.

L’Urania Basket in cima alla classifica della serie B

Di una seconda squadra si erano più o meno perse le tracce dagli anni Settanta quando la Pallacanestro Milano con i nomi di All’Onestà, Xerox, Isolabella sfidava i cugini più blasonati dell’Olimpia in derby di fuoco al Palalido. Ora, oltre all’Armani basket che si batte sui parquet più importanti d’Europa, in città c’è qualcosa di nuovo. L’Urania, in realtà, arriva da lontano: nasce nel 1952 quando, durante un viaggio negli Usa, chi poi fonderà la squadra rimane colpito dai Wildcats, i gatti selvatici disegnati sulle divise blu e rosse della Kentucky university. E da allora il «gatto che ruggisce» è anche il simbolo della squadra milanese. Ed era ancora lì, qualche sabato fa, stampato sulle felpe di decine di ragazzi del settore giovanile che facevano il tifo nella partita, vinta, contro la capolista Omegna al Palaiseo.

Urania Basket va a canestro

Lo sport di squadra fa crescere i ragazzi come persone coscienziose

Dagli spalti li guardava affettuoso Tony Cappellari, attuale general manager di Cantù in Serie A, ma soprattutto storico direttore sportivo della stagione più luminosa dell’Olimpia, quella degli anni Ottanta di Mike D’Antoni e Bob McAdoo. «Qui sono seri», sentenzia, riferendosi alla cura del settore giovanile che tutti indicano come l’unica strada per risollevare il basket italiano. «Con noi ci sono 350 ragazzi», racconta Luca Biganzoli, general manager dell’Urania, un passato da giocatore e un master in Sport business alla Bocconi: «Lo sport di squadra li fa crescere come persone e questo è l’aspetto che ci gratifica di più».

L’Urania Basket punta al Palalido e alla serie A

Sugli spalti di Affori il sabato sera è ormai diventato un ritrovo per intenditori: allenatori di altre squadre, appassionati di serie minori, vecchie volpi (e glorie) del basket non solo milanese. Si parla di pallacanestro e si guarda l’Urania che quest’anno, peraltro, vince parecchio. E se salisse ancora un gradino? «Sperem — sorride Cappellari — e poi il Palalido di piazza Stuparich è quasi pronto…».

Urania Basket palleggi e azione sotto il canestro

Quali problemi riscontrate per gli allenamenti e gli impianti?

Il gm Biganzoli, scaramantico, preferisce parlare d’altro: «Quello degli impianti è un bel problema, siamo diventati itineranti», un ginepraio di orari da far combaciare e palestre da condividere, che ben conoscono tutte le squadre della città. Infine, un po’ si lascia andare: «Un’altra squadra di Milano in Serie A? Sarebbe un sogno». In ogni caso, l’Urania continua a crescere — un pool di sponsor ad affiancare la famiglia Cremascoli, proprietari appassionati — e a seminare. Se, all’uscita degli spogliatoi, i ragazzini chiedono autografi ad Andrea Paleari, il capitano, o a Stefano Laudoni, il «gladiatore», giocatori che non vedono in tv, vuol dire che in fondo ad Affori, il sabato sera, sta succedendo qualcosa.

Corriere della Sera, 12 Dicembre 2017, a firma di Massimo Rebotti

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