Affori Via Cialdini

Strade strette prive di marciapiedi nel centro storico di Affori.

Auto, furgoni e TIR mettono in pericolo i pedoni costretti a camminare rasenti i muri lungo camminamenti marcati spesso solo con una striscia disegnata a terra.

Zona 30 su asfaltoPer un quartiere più a misura di ciclisti e persone a piedi le strade della vecchia Affori dovrebbero diventare Zone a 30 chilometri orari“.

Prendiamo ad esempio Via Enrico Cialdini: è un lungo rettilineo a senso unico che dal cuore del centro storico di Affori scende fino a Dergano.

Una delle strade più strette e lunghe del quartiere, decisamente sinuosa nel tratto nord che costeggia il parco di Villa Litta nei pressi della caserma dei Carabinieri. In buona parte è priva di marciapiedi così come Via Ernesto Moneta che, entro un paio di anni, verrà trasformata in senso unico proprio per adeguarla e renderla sicura al transito pedonale.

Proviamo a percorrere a piedi queste strade documentando con immagini i punti più critici:

Partiamo dall’ingresso al parco di Villa Litta, angolo Viale Affori: le auto che scendono da via Taccioli (anch’essa dritta) spesso sopraggiungono ad una velocità troppo elevata e sono costrette a rallentare bruscamente per la presenza di attraversamenti pedonali molto utilizzati da persone che accedono (o escono) al parco, alla biblioteca e alle attività di Villa Viva. Inoltre, la pavimentazione leggermente rialzata realizzata in masselli ha proprio questo scopo. Prima della recente ri-asfaltatura esisteva anche una specifica segnaletica orizzontale disegnata sull’asfalto che indicava “attraversamento bambini“.

Affori Via Cialdini

Pochi passi e ci troviamo appunto di fronte alla caserma dei Carabinieri. Qui, sul lato destro, qualche anno fa furono richiesti e realizzati alcuni posti auto riservati proprio ai Carabinieri. La sezione della carreggiata permette il parcheggio anche sul lato sinistro, ma poche decine di metri più avanti la strada si restringe a tal punto che ci si trova praticamente in faccia lo spigolo di una vecchia casa. Una tale strozzatura ha obbligato a realizzare una stretta gincana quasi fosse una prova di guida esperta.

Affori Via Cialdini 122

Per tutto il tratto che costeggia il muro del parco di Villa Litta i pedoni hanno due strettissimi camminamenti larghi poche decine di centimetri e devono praticamente camminare rasenti i muri sperando di non essere investiti dalle auto e dai furgoni che spesso transitano a velocità piuttosto sostenuta.

 

Affori Via Cialdini

Ora ci troviamo in uno slargo dove si affaccia quella che un tempo fu l’antica Parrocchiale (oggi trasformata in trattoria). Un altro attraversamento pedonale conduce all’ingresso secondario del parco di Villa Litta. Qui i pedoni che si accingono ad attraversare sono praticamente invisibili alle auto per la ridottissima visibilità laterale.

Affori Via Cialdini

Anche qui, sul lato destro manca totalmente il marciapiede benchè sulla strada si affacciano diversi accessi alle abitazioni e passi carrai. Notate la curva a gomito per imboccare Via Ernesto Moneta in direzione Bovisa. Auto e furgoni, ma spesso anche Tir la imboccano passando talmente a ridosso del muro rischiando di urtare gli sfortunati pedoni che camminano lungo quel passaggio disegnato a terra.

Percorriamo la Via Cialdini in direzione sud verso Dergano. Anche qui il calibro della strada si stringe a tal punto che i furgoni invadono lo spazio riservato ai pedoni sul lato sinistro e mettono in serio pericolo eventuali auto e persone che escono dagli accessi agli edifici.

Affori Via Cialdini

Sicurezza stradale, la politica del Comune di Milano:

Il Comune di Milano nella sua politica di sicurezza stradale sostiene: “Si stanno predisponendo nuove aree a velocità moderata, le Zone 30, e le vie “car free” (senza auto) in prossimità degli istituti scolastici, per rendere più sicuro il transito di pedoni e ciclisti. Per completare la rete ciclabile e favorire gli spostamenti attraverso la città, sono previsti interventi di moderazione del traffico che integrano i percorsi in piste protette e segnalate. Le iniziative puntano a ridurre la congestione del traffico e la velocità dei veicoli e rendere così compatibile l’uso dei mezzi privati con gli spostamenti a piedi e in bicicletta.

Nella Zona 30 gli automobilisti non possono superare il limite di 30 km/h, la velocità ridotta consente a chi guida di vedere meglio e diminuisce la distanza di arresto con meno pericoli per chi va a piedi o in bicicletta. Un miglioramento della qualità della vita urbana con  una riduzione del rumore e delle emissioni inquinanti maggiore sicurezza.

L’impatto di un’auto lanciata a 50 km/h che investe un pedone o un ciclista lo uccide; la riduzione della velocità consente di ridurre drasticamente gli infortuni mortali e invalidanti. I dati statistici delle aree dove la riduzione è stata applicata lo dimostrano con evidenza. Un motivo più che valido per applicare le zone 30 su larga scala. Per ridurre la velocità, oltre alla segnaletica, vengono installati manufatti che obbligano il veicolo a rallentare (dossi, chicane, restringimenti, piattaforme rialzate).La Zona 30 è parte integrante del piano urbano della mobilità sostenibile ed è prevista dal Regolamento di attuazione del Nuovo Codice della Strada (art. 135). Le aree interessate sono individuate in accordo con i Municipi e gli ex Consigli di Zona.”

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