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Nei primi del ‘900 anche Affori perde la sua anima di antico borgo agricolo

Affori stabilimento del lucido Brill Cialdini-Grazioli, a nord via Pellegrino Rossi

Le grandi mutazioni urbane e sociali avvenute con la rivoluzione industriale

A partire dalla seconda metà del 1800 l’arrivo della strada ferrata e delle prime officine industriali e artigianali trasformarono drasticamente la vita, l’economia e il paesaggio dei piccoli nuclei agricoli come Affori, Dergano e Bovisa.

Testo, ricerca e impaginazione di Ermes Cordaro,   si ringrazia Luigi Ripamonti per le fotografie in bianco e nero.

Fino alla prima metà del 1800 il nucleo urbano della città di Milano era circoscritto e protetto all’interno delle Mura spagnole e delle famose Porte daziarie. I borghi della cintura extra urbana, sorti e cresciuti attorno alle antiche cascine agricole costituivano la realtà produttiva di una economia basata prettamente sulla coltivazione e la commercializzazione di prodotti orto frutticoli e di zootecnia (cioè animali d’allevamento).

Affori agricola e industrializzata
Affori agli inizi del 1900 era prevalentemente agricola. Sullo sfondo i primi insediamenti industriali

Prati, pascoli, orti e terreni seminati, coltivazioni di piante di Gelso per la produzione del prezioso baco da seta costituivano la realtà economica delle campagne milanesi grazie alla presenza di abbondanti sorgive, rogge e torrenti che attraversavano le vaste pianure lombarde.

Affori: Via Novaro angolo via Taccioli e le ciminiere degli insediamenti industriali
Affori: Via Novaro angolo via Taccioli e le ciminiere degli insediamenti industriali

Nei decenni successivi al 1860 l’economia e il paesaggio agricolo subirono profonde trasformazioni dovute allo sviluppo tecnologico della rivoluzione industriale. Prati e campi agricoli vennero presto lottizzati per edificarvi importanti insediamenti produttivi. Il paesaggio mutò così velocemente con la comparsa di capannoni e stabilimenti industriali con le loro alte ciminiere fumanti e nuovi casamenti sorsero per alloggiare operai e maestranze artigianali. Strade e ferrovie completarono le infrastrutture per il trasporto di merci e persone.

Le borgate crebbero a tal punto e si espansero fino ad amalgamarsi in un fitto tessuto urbano sempre più densamente abitato. Di quel passato fatto di officine e piccoli stabilimenti oggi non resta quasi più nulla, qualche fabbricato è stato convertito ad uso abitativo, altri sono ridotti a scheletri fatiscenti ma sono la testimonianza di un passato industriale che cambiò per sempre l’orizzonte e la vita delle nostre città.

Affori industriale, via Armellini angolo Via B. da Canal scorreva un antica roggia
Affori, capannone industriale in via Armellini angolo Via B. da Canal ove scorreva un’antica roggia

Non solo in Bovisa, la ferrovia favorisce l’industrializzazione anche ad Affori

Nel 1879 con la realizzazione del tracciato ferroviario da Milano Bovisa verso Erba venne attivata una fermata ai confini di Affori. Il crescendo del trasporto su ferro sia di merci che di persone richiese la costruzione di una vera e propria stazione di Affori con tanto di piccolo deposito ferroviario a servizio dei primi insediamenti produttivi. La vicinanza alla Bovisa e la direttrice stradale verso nord furono la prerogativa allo sviluppo industriale che favorì l’installazione di nuovi stabilimenti e officine nel nostro quartiere (fino ad allora borgo prettamente agricolo). Molte le aziende rinomate che vi si stabilirono con impianti di medie e grandi dimensioni specializzate nei settori tessile, metalmeccanico, chimico e farmaceutico favorendo così lo sviluppo di un indotto di attività produttive di supporto che richiamarono un gran numero di operai e di manodopera artigianale specializzata.

Affori FN elettrificazione locomotore diesel banchina passaggio a livello
Affori: veduta della vecchia stazione delle Ferrovie nord. La linea fu elettrificata intorno al 1930

Ciò determinò la prima vera grande espansione urbana del borgo di Affori sia come estensione del centro abitato sia come incremento della popolazione residente. Ricordiamo che Affori fu il primo sobborgo di Milano ad essere collegato al centro meneghino con una linea di Omnibus a cavallo nel 1882, trasformata poi in linea tranviaria elettrificata.

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La FERRAREZZA antica Cassina distrutta dai bombardamenti Agosto 1944 era all'incrocio Astesani-Zanoli

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Affori, le devastazioni dei bombardamenti
della Seconda Guerra Mondiale

Gli stabilimenti e i grandi marchi che hanno reso celebre l’industria afforese

Proviamo a ricostruire alcune di quelle che furono le attività produttive e dei grandi nomi industriali che si insediarono sul territorio di Affori a partire dalla fine del 1800 favoriti dalle vie di comunicazione e dall’arrivo della ferrovia.

Ricerca tratta da “I Luoghi del Lavoro” una pubblicazione della Biblioteca Comunale Sormani che analizza il tessuto industriale milanese dal 1900 al 1970.
Falqui basta la parola

FALQUI

La Falqui nasce a Milano nel 1938, fondata dal Dottor Pasquale Falqui, artefice ed inventore del famoso Confetto lassativo Falqui.
Dopo la guerra avviò il primo grande stabilimentoFALQUI ad Affori, trasformando così da Azienda artigianale ad Azienda industriale. Fu grazie a questo passaggio che la FALQUI poté consolidare la sua presenza nel mercato italiano ed avere uno sviluppo straordinario.

SAPONERIA NAZIONALE MILANO

All’angolo fra via Trevi e via Pellegrino Rossi 8/10 sorgeva la fabbrica della SA.NA.MI. Saponeria Nazionale Milano, fondata nel 1917 è rimasta attiva fino a metà degli anni ’80, quando la produzione è stata spostata a Limbiate (MI)

Confetti Rossetti Affori

CONFETTI ROSSETTI

Avviata da Enrico Rossetti nel 1936 per la produzione di confetti. Piccola azienda a conduzione familiare che punta da subito su un prodotto artigianale di qualità. Questa scelta si rivelò da subito vincente e nel 1960, Carlo, subentrato al padre nella conduzione della fabbrica di famiglia, ha allargato la gamma dei prodotti in vendita con le bomboniere. Con l’avvento in azienda di Enrico, la Ditta Rossetti con sede in via G. R. Carli 22 è diventata un’azienda dedicata interamente alla linea sposi.

Fabbrica Italiana Decalcomanie e Vetrofanie di Giuseppe Oppi

Fabbrica Italiana Decalcomanie e Vetrofanie

Giuseppe Oppi nasce a Bologna nel 1904. Nel 1931, si trasferisce a Milano e in viale Monza 7 fonda la Fabbrica Italiana Decalcomanie e Vetrofanie fini. Le vetrofanie” segnano il suo grande successo, portando i messaggi pubblicitari sui tram di Milano e sulle vetrine dei negozi del centro. La ditta si trasferisce poi ad Affori, in via Pellegrino Rossi 88, dove trova lo spazio ideale per installare i nuovi macchinari. Un viaggio in America lo porta a conoscere nuovi metodi di stampa, fra i quali il “silkscreen”, che permettono di produrre anche in Italia le figurine autoadesive, le “Oplà”. Nel ‘60 trasferisce l’attività in via Valassina 29. Muore nel 1974.

Ditta MEAZZI

Fondata il 24 luglio 1946 da Enrico Meazzi, già produttore e importatore di orologi. La prima sede fu a Milano in viale Bligny. Meazzi produsse i primi impianti con eco a nastro oltre a chitarre semi-acustiche ed elettroniche, impianti voce, microfoni, tastiere. Dal 1969 iniziò a calare la produzione, complice la fama di vendere tecnologia di non elevatissima qualità a prezzi elevati. La sede di via Bellerio fu trasferita a Paderno Dugnano.

Fernet Vittone

DISTILLERIA VITTONE

A Milano, nel 1842 Domenico Vittone inventa il Fernet un amaro ottenuto dall’infusione di oltre 40 erbe selezionate, fra le quali la mirra, il rabarbaro, la camomilla, il cardamomo, l’ aloe, e lo zafferano la più meneghina di tutte le spezie. Fra il 1909 e il 1914 lo stabilimento è in via Rasori. Poi nel 1922 la produzione si amplia con nuovi liquori (amaro, vermouth, rhum) e viene trasferita ad Affori. Nel dopoguerra fu dislocata prima a Dergano e poi in viale Giovanni da Cermenate. Attualmente il marchio appartiene al Polini Group che ha delocalizzato la produzione in Spagna.

VALIGERIA CUOIO e PELLAMI FRANZI

La storia del marchio Franzi inizia nell’anno 1840, quando Rocco Franzi si stabilisce a Milano, dove avvia una piccola impresa specializzata nella creazione di borse e valigie, nelle vicinanze del Duomo. Gli anni successivi integrata con la produzione di bauli e valigie. Nel 1943 lo stabilimento, distrutto dai bombardamenti, viene ricostruito ad Affori. Con il progressivo risveglio economico e l’affermarsi del design italiano, riprendono i consumi. Franzi lavora in modo sempre più stretto con l’industria automobilistica e del design. Il marchio stabilisce collaborazioni con lo Studio De Padova e l’industria automobilistica. Pininfarina e Bertone utilizzano il Cuoio Franzi per rivestire gli interni di diversi modelli Maserati e Ferrari.

ARS Aromatici

ARS AROMATICI R. SUBINAGHI

La ditta specializzata nella produzione di oli essenziali, saponiprofumi sintetici, materie prime per profumeria, liquoreria, confetteria. Negli anni Cinquanta aveva due stabilimenti, uno a Milano in via Pellegrino Rossi 96 e l’altro a Cuneo.

Stabilimenti C.E.A. – Luigi e Amedeo Bonomelli

Bonomelli

Nel 1908, l’erborista Luigi Amedeo Bonomelli, allora ventenne, diede vita ad una impresa il cui obiettivo era la produzione di liquori e sciroppi. Appena tre anni dopo la sua fondazione, l’azienda di liquori analcolici “Temperantia” ottenne la prima medaglia d’oro della Real Casa, iniziando una lunga serie di riconoscimenti che nel giro di pochi anni l’avrebbe portata a diventare un’azienda leader nel settore alimentare-farmaceutico. Il 1920 è l’anno di nascita di un altro prodotto il Bitter Bonomelli. Nel 1926 nascono altri due prodotti entrati nel novero dei grandi marchi: Camomilla Bonomelli ed Espresso Bonomelli. Durante i bombardamenti dell’agosto 1943, la sede e il laboratorio milanese dell’azienda in viale Piceno furono semidistrutti. Bonomelli decise allora di spostare l’attività prima in via Imbonati 5 poi in un paese che diverrà la sede del rilancio dell’impresa, Dolzago nella Brianza lecchese. Nel 1962 viene lanciato sul mercato italiano il primo tè deteinato, il Thè Infrè . Nel 1987 Bonomelli entra a far parte del Gruppo Montenegro.

LA CUCIRINI TRE STELLE

L’azienda si sviluppò in via artigianale sino alla prima guerra mondiale (1915 – 1918): alla morte di Luigi Radice nel 1919, i tre figli, Angelo, Ercole ed Ernesto Radice, pur ricalcando le orme del padre, decisero di depositare il marchio e passare da una attività artigianale alla vera e propria industria. Venne così aperta in un vecchio cinema di Affori, nella periferia milanese, in via Astesani 29, la nuova impresa industriale sotto la ditta FIGLI DI LUIGI RADICE ed il marchio TRE STELLE.

Negli anni successivi alla prima guerra mondiale si assistette ad un’espansione del mercato dei cucirini ed anche l’azienda incominciò ad espandersi: tra il 1931 ed il 1933 fu costruito sempre ad Affori, un nuovo stabilimento, occupando sino a 200 persone e dove sino al 1995 l’azienda ha mantenuto la propria sede. Una volta che il nuovo stabilimento fu aperto, si decise di espandere la propria gamma di prodotti pur rimanendo sempre nel settore dei prodotti per merceria destinati al consumo domestico: già da allora l’azienda copriva il 50% del mercato italiano. Dopo la seconda guerra mondiale, che costrinse ovviamente l’industria ad una stasi forzata e ove si assistette tra l’altro al bombardamento dello stabilimento di Affori, successivamente ricostruito, dagli inizi degli anni ’50 vi fu un secondo periodo di forte espansione con l’avvio di un nuovo stabilimento a Caleppio di Settala nel 1969

OERLIKON ITALIANA S.p.A

Affori industriale, Stabilimento Schleiffer di via Scarsellini (poi Oerlikon)
Affori industriale, Stabilimento Schleiffer di via Scarsellini (poi Oerlikon)

La Oerlikon Italiana del gruppo svizzero Oerlikon-Bührle fu fondata a Milano nel 1948. Inizialmente specializzata in macchine di precisione prodotte nello stabilimento afforese situato tra le Vie Don Grioli e Scarsellini, (di cui ancora oggi sono visibili alcuni capannoni dismessi alle spalle del supermercato). Negli anni’60 entra nell’ambito difesa, progettando e costruendo cannoncini da 20-25-35mm, e parti meccaniche per la Contraves Italiana. La produzione di macchine utensili è finita negli anni’80.

Si ringrazia lo storico e documentarista afforese Luigi Ripamonti per le fotografie in bianco e nero:

Affori industriale, Galleria fotografica

Clicca sulle foto per visualizzarle ingrandite…

Posted in Storia e Cultura

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2 Comments

    • Ermes Cordaro Milano Affori

      Buongiorno caro Fabio Cornara,
      Grazie per questo tuo interessante riscontro. Potresti fornirci qualche ulteriore informazione in merito e a quale foto fai riferimento?
      (te lo chiedo perchè l’ordine e la sequenza di visualizzazione delle immagini è “random”, cioè cambia di continuo)
      A presto e grazie per averci dato queste interessanti notizie.

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